Alopecie NON androgenetiche

caduta dei capelli

Quali sono le alopecie non androgenetiche?

Si distinguono in cicatriziali e non cicatriziali
Alopecia cicatriziale primitiva
Alopecia Cicatriziale Primitiva

Alopecie Cicatriziali

Rappresentano una forma di alopecia permanente, dovuta a distruzione dei follicoli piliferi, con atrofia e sclerosi. All’esame obiettivo la cute si presenta atrofica , sottile, liscia e lucente; con il tricoscopio si può osservare la perdita degli osti follicolari.
Si distinguono 2 grandi gruppi: Forme primitive e Forme secondarie.

FORME PRIMITIVE

• Lichen Plano-Pilaris
• Follicolite Decalvante
• Lupus Eritematoso Discoide
• Pseudo Area di Brocq

Cause
La patogenesi di tali malattie non è ancora chiara, ma sappiamo che alla base c’è un processo infiammatorio, linfocitico o neutrofilico, contro il follicolo pilifero.

Diagnosi
Anamnesi
Tricoscopia: evidenzia la perdita degli osti follicolari; uscita da un singolo ostio follicolare di un ciuffo di capelli.
Pull test: la caduta dei capelli sarà in Fase Anagen.

 

Come si cura?
È fondamentale che il medico, esperto in tricologia, ponga una corretta diagnosi e instauri tempestivamente una terapia adeguata in modo da arrestare quanto prima la progressione della malattia, ed evitare al paziente cure inutili. Difatti, solo così sarà possibile rallentare o magari arrestare il decorso della malattia, evitando lo stato cicatriziale irreversibile finale.
Unica alternativa terapeutica quando ormai ci troviamo di fronte allo stadio cicatriziale è il trapianto di capelli, sebbene ci siano delle limitazioni:

  • La patologia deve essere stabile clinicamente da un minimo di 2 anni;
  • L’attecchimento delle unità follicolari può essere più basso rispetto a quello su cute sana; al fine di valutare se ne valga la pena e di garantire il miglior risultato possibile al paziente si effettua un “test di attecchimento” di poche unità follicolari per valutare quale sia l’outcome nei mesi successivi.

FORME SECONDARIE

Cause
Post-traumatiche: da incidente o chirurgia.
Da ustioni.

Come si cura?
Unica terapia valida rimane il trapianto di capelli, con la stessa specifica relativa alle primitive di cui sopra.

( Seguono immagini Alopecia Cicatriziale Secondaria, fasi pre e post intervento del Dott. Mattia Benedetti.)

intervento recupero-cicatrici dottor mattia benedetti
Recupero alopecia cicatriziale, immagine pre e post intervento del Dottor Mattia Benedetti.

Alopecie NON Cicatriziali

Alopecia Aerata
È una malattia autoimmune e una delle forme più comuni di alopecia non cicatriziale. La forma grave colpisce circa l’1% della popolazione mentre le forme più lievi sono molto più frequenti (dal 2 all’8%). Esordisce solitamente con la comparsa di una chiazza singola o chiazze multiple prive di peli, di forma circolare od ovalare, di dimensioni variabili che si possono estendere a tutto il cuoio capelluto e alle altre zone pilifere. Generalmente asintomatica, può essere in rari casi associata a prurito, bruciore o parestesie prima della comparsa della chiazza. A volte la cute si presenta eritematosa ed edematosa. Nel 10% dei casi possono essere associate lesioni ungueali.
La malattia ha un impatto psicologico importante, provocando sul soggetto che ne è affetto disagio e forte insicurezza; soprattutto le donne si sentono menomate e limitate nella propria femminilità.

Cause dell’Alopecia Aerata
L’alopecia areata è un’alopecia di tipo autoimmune dovuta all’attivazione di linfociti di tipo CD8, che hanno azione citotossica nei confronti del follicolo pilifero.
Può essere scatenata da infezioni, fattori immunologici (associazione con altre malattie autoimmunitarie frequente), stress psicologico, disturbi psichiatrici, disturbi del sonno.

Diagnosi
Anamnesi
Esami ematochimici
Tricoscopia (evidenzia caratteristiche peculiari della patologia come yellow dots, capelli a punto esclamativo etc.)
Pull test

alopecia areata

 

Come si cura l’alopecia NON cicatriziale?
Molto spesso la remissione è spontanea ma nel circa il 10-30% dei casi ci può essere un’evoluzione in forma cronico/recidivante e nell’1% in quella Universale.

Avendo un andamento “capriccioso” è difficile impostare una terapia univoca anche per il più esperto medico tricologo.
Generalmente in terapia si utilizzano immunosoppressori, immunomodulatori e induttori della crescita con buoni esiti.
Più recentemente è stata proposta dalla comunità scientifica internazionale qualche pubblicazione relativa all’utilizzo della medicina rigenerativa come alternativa terapeutica soddisfacente.
N.B. In questa patologia, data la sua imprevedibilità, non è possibile eseguire trapianto chirurgico.

Telogen Effluvium (Alopecia da stress)
Condizione molto comune di caduta di capelli, che si manifesta clinicamente con abbondante perdita di capelli in fase telogen del ciclo. La caduta è diffusa e interessa tutto il cuoio capelluto, anche nella zona posteriore e laterale. Generalmente, nonostante si manifesti in maniera critica, si tratta di una problematica nella maggior parte dei casi reversibile, se diagnosticata e trattata adeguatamente.
Viene classificata in Acuta e Cronica:

  • TELOGEN EFFLUVIUM ACUTO
    Ha una durata di pochi mesi, caratterizzati da caduta abbondante e diffusa. Le cause scatenanti (generalmente psicologiche) vanno cercate nei 2-4 mesi prima della manifestazione clinica.
  • TELOGEN EFFLUVIUM CRONICO
    La durata della caduta è maggiore, di mesi o addirittura anni, se la causa scatenante non viene risolta.

Cause dell’Alopecia da stress
Stress fisici
: interventi chirurgici, traumi fisici, traumi psicologici importanti, gravidanza, sospensione di contraccettivi, calo ponderale importante, etc.
Patologie: carenze nutrizionali, malassorbimento intestinale, malattie infettive, patologie tiroidee, etc.

Diagnosi
Anamnesi
Esami ematochimici
Tricoscopia (evidenzia capelli corti in ricrescita e più assottigliati rispetto ai capelli circostanti)

Come si cura l’alopecia da stress?
La terapia più efficace è rappresentata dall’allontanamento o eliminazione della causa scatenante; è comunque importante seguire il paziente con delle terapie sistemiche e/o locali per dare supporto nel periodo traumatico della caduta. Le terapie mediche si avvalgono dell’uso di cortisonici topici e/o sistemici e integratori alimentari, nel caso emergano carenze di oligoelementi dagli esami ematochimici.

sedi operative

Dove fare il trapianto di capelli in Italia?

Il Dr. Mattia Benedetti (Medico Chirurgo Estetico, specializzato in Chirurgia della Calvizie e Tricologia) opera nelle seguenti città: Lombardia, Toscana, Lazio.
Trapianto Capelli in Italia - Dr. Mattia Benedetti